Presentato il libro “I Prigionieri del Terzo Reich. Storia e memoria dei militari bolognesi internati nella Germania nazista (1943 - 1945)”. Il volume racconta la storia dei 9.127 soldati bolognesi che dopo l’8 settembre furono catturati dai Tedeschi e internati in 96 campi di concentramento, nei quali 358 di loro trovarono la morte.

Come spiega l’autrice, Rossella Ropa, erano soprattutto giovani e soldati semplici, nati in provincia e catturati in gran parte nei Balcani.

Scelsero l’internamento invece che l’ingresso nelle file della Wermacht o della Repubblica Sociale Italiana.

Per Ropa un atto di vera e propria “resistenza, che minò il prestigio e l’efficenza dell’esercito repubblichino”, pagato con “fame, lavoro massacrante e violenze”.

Anche secondo Brunella Dalla Casa (del direttivo dell’Istituto per la Storia della Resistenza nella Provincia di Bologna) il rifiuto dei 9.127 soldati bolognesi “fu necessariamente un atto di resistenza antifascista, al di là della consapevolezza ideologica”.

Il libro di Ropa approfondisce quindi una pagina spesso dimenticata della Seconda guerra mondiale. Un contributo “molto importante- commenta il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati- perchè nel ricostruire il tempo lontano spesso si verificano inspiegabilmente dei vuoti”.

Per non dimenticare quindi verrà organizzato per il 25 aprile un comizio in piazza Maggiore per le celebrazioni ufficiali della Liberazione (a cui prenderà parte l’ex presidente del Senato, Franco Marini).